Stimolazione Cognitiva 2018-03-20T11:51:38+00:00

Stimolazione cognitiva

Stimolazione cognitiva nelle demenze

Trattamento neuropsicologico nella malattia di Alzheimer e le altre demenze

Le demenze rappresentano una delle emergenze sanitarie del prossimo futuro e le terapie farmacologiche attualmente disponibili non sono in grado di fermare in modo definitivo i processi degenerativi a carico del cervello. Per queste ragioni, negli ultimi anni si sono rese necessarie diverse strategie assistenziali e terapeutiche da abbinare con la terapia farmacologica al fine di ridurre, o rallentare, gli effetti negativi delle patologie dementigene.
Nel campo delle malattie neurodegenerative non si può parlare di obiettivi riabilitativi poichè non sarebbe realistico. Invece, è opportuno parlare di mantenimento delle capacità residue e riduzione di un eccesso di disabilità attraverso programmi di intervento a carattere multidisciplinare.

Decadimento cognitivo: Servizi del Centro CMP-San Michele

Obiettivi della stimolazione cognitiva

La stimolazione cognitiva proposta dal centro CMP-San Michele è un intervento sanitario a carattere psicologico/neuropsicologico finalizzato a:
  • stimolare il funzionamento cerebrale;

  • accettare e condividere la propria malattia;

  • ridurre i deficit a livello comportamentale;
  • monitorare l’andamento cognitivo della demenza.

Trattamento cognitivo per le demenze

Stimolazione cognitiva: training di gruppo

L’intervento di stimolazione cognitiva di gruppo viene realizzato con un numero ridotto di utenti (3-4) al fine di dare spazio a ciascuno dei partecipanti. Gli incontri hanno una durata variabile di circa 60-90 minuti sulla base della tipologia di gruppo, ossia il livello di gravità della demenza. Inoltre, i gruppi vengono creati in modo omogeneo per evitare divari di funzionamento cognitivo che possono causare frustrazione, paura e/o isolamento.
Il training di stimolazione cognitiva viene proposto con un numero prestabilito di sedute con frequenza settimanale/bisettimanale.
I vantaggi del training di gruppo:
  • il gruppo stimola il confronto e l’osservazione tra gli utenti e di conseguenza la presa di coscienza dei propri limiti e possibilità;
  • il gruppo è un invito a stare insieme e quindi a rispettare e applicare le regole sociali contrastando così in modo attivo l’isolamento sociale.

Trattamento cognitivo per le demenze

Stimolazione cognitiva: training individuale

L’intervento di stimolazione cognitiva individuale è un training personalizzato sulle esigenze del singolo utente. Gli incontri hanno una durata di circa 45-60 minuti e nel corso della seduta la tensione del lavoro di stimolazione cognitiva viene allentata da momenti di svago per favorire un clima di rilassatezza e piacevolezza fondamentale per evitare di creare ansia e frustrazione ed indurre così disturbi a livello comportamentale. Il training di stimolazione cognitiva viene proposto con un numero prestabilito di sedute con frequenza settimanale/bisettimanale.
I vantaggi del training individuale:
  • la seduta individuale è altamente personalizzata e calibrata sulle risorse dell’utente;
  • il confronto individuale con un professionista esterno alla famiglia aiuta la persona ad accettare la propria condizione nelle fasi iniziali della malattia.

Servizi per i familiari

Decadimento cognitivo: le ripercussioni sui familiari

Per la famiglia e gli assistenti a domicilio il centro CMP-San Michele propone dei servizi di formazione-informazione con l’obiettivo di aiutarli a conoscere e accettare la malattia del proprio caro, aiutarli nella risoluzione delle continue problematiche inerenti alla routine giornaliera (igiene, alimentazione, sonno) e sostenerli psicologicamente nel corso dell’evoluzione della demenza. I servizi per i familiari e operatori vengono erogati nel corso sia di sedute individuali che sedute di gruppo.

Demenze: Alzheimer ma non solo….

Malattia di Alzheimer

La malattia di Alzheimer costituisce la piú comune causa di demenza nella popolazione anziana a livello mondiale. È una malattia degenerativa del cervello provocato dal progressivo depauperamento neuronale associato a degenerazione neurofibrillare e formazione di placche senili. I criteri tradizionali per la diagnosi richiedono un deficit di memoria episodica, associato ad almeno un ulteriore deficit a carico delle altre funzioni cognitive.

Degenerazione frontotemporale

La demenza fronto-temporale è una forma rara di demenza che colpisce prevalentemente le persone di mezza età (tra i 45 e i 60 anni) provocando alterazioni e problemi comportamentali. I sintomi di questa demenza variano a seconda di quale parte della corteccia cerebrale è interessata dal processo degenerativo, ma in tutti i casi si manifestano importanti alterazioni della personalità e del comportamento.

Malattia a corpi di Lewy

La demenza a corpi di Lewy è una demenza degenerativa caratterizzata dalla presenza di agglutinazioni proteiche (i corpi di Lewy) nella corteccia cerebrale. Questa tipologia è caratterizzata da un quadro motorio simile alla malattia di Parkinson (rallentamento motorio o rigidità muscolare) e da un quadro cognitivo simile alla malattia di Alzheimer. La diagnosi differenziale con la malattia di Alzheimer deriva dal fatto che nella demenza a corpi di Lewy vi sono sintomi psicotici come le allucinazioni fin dall’esordio, mentre i deficit cognitivi sono secondari. Un’altra caratteristica di questa demenza è la fluttuazione del livello di coscienza.

Demenza a eziologia vascolare

Le demenze vascolari sono delle condizioni cliniche caratterizzate da un quadro di deterioramento cognitivo associato ad un ridotto flusso di sangue al cervello e rappresentano la seconda causa più frequente di demenza dopo la malattia di Alzheimer. Per poter fare una diagnosi di demenza vascolare dobbiamo essere in presenza di tre elementi: decadimento cognitivo, presenza di segni neurologici focali compatibili (infarti cerebrali multipli, singoli infarti in regioni strategiche, lacune ischemiche della sostanza bianca sottocorticale), stretta correlazione temporale tra l’evento cerebrovascolare e l’insorgenza del decadimento cognitivo.

Demenza correlata a Malattia di Parkinson

Nel 30% circa dei soggetti con malattia di Parkinson oltre ai deficit di natura motoria si sviluppa un progressivo quadro di decadimento cognitivo con un profilo clinico caratterizzato da una sindrome disesecutiva progressiva ad esordio insidioso con compromissione dell’attenzione, della fluenza verbale, delle capacità di pianificazione, rallentamento ideomotorio, modificazioni della personalità e disturbi del comportamento, quali ansia, depressione, apatia, allucinazioni, disturbo comportamentale del sonno REM ed eccessiva sonnolenza diurna.

Altre forme di demenza:

  • Malattia di Huntington

  • Demenza da infezione da HIV

  • Demenza da prioni

  • Demenza da sostanze

Prenota un Appuntamento

Se desiderate ricevere ulteriori informazioni riguardo a temi specifici, contattarci o richiedere un appuntamento compilate il modulo presente all’interno della pagina Contatti.

Per appuntamenti