Psicoterapia 2019-04-26T03:00:35+02:00

CMP San Michele

Psicoterapia

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Psicoterapia

Il ruolo dello Psicoterapeuta

La psicoterapia è un percorso indicato per chiunque stia attraversando un momento di stallo, una sorta di blocco che impedisce alla persona stessa di svolgere una vita competa e appagante, limitando così i rapporti interpersonali, la vita affettiva e familiare, la sfera professionale.

Rivolgersi ad uno psicoterapeuta per riuscire a superare questa condizione di difficoltà è il primo passo importante da compiere che di per sé comunica la volontà di evolvere modificare la situazione attuale o imparare ad affrontarla e gestirla in modo più efficace e funzionale.

Il percorso con lo psicoterapeuta è un processo di crescita, di conoscenza di sé e degli altri e di come ognuno di noi attribuisce significati differenti alla realtà attraverso schemi mentali interiorizzati. Più in generale possiamo dire che l’obiettivo di una psicoterapia è la cura e il cambiamento delle modalità emotive, cognitive, relazionali e comportamentali che hanno dato origine a una sofferenza più o meno intensa, compromettendo la qualità di vita della persona.

Nel corso delle prime sedute la persona assieme al terapeuta può definire gli obiettivi e i tempi necessari perché si raggiunga un cambiamento positivo all’interno della propria vita che porti alla riduzione della sofferenza psico-emotiva e restituisca alla persona una maggiore flessibilità nel proprio modo di leggere sé, l’altro e il mondo.La psicoterapia sulla base delle esigenze riscontrate può essere un percorso individuale, una terapia di coppia oppure familiare.

Chi è lo psicoterapeuta?

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Lo psicoterapeuta è un medico o psicologo abilitato all’esercizio della Professione di Medico o Psicologo che ha poi conseguito una specializzazione post universitaria in Psicoterapia di 4 o 5 anni, presso una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia riconosciuta dal Ministero dell’Università. Le scuole di specializzazione in Psicoterapia si basano su modelli teorici di riferimento differenti che forniscono al professionista tecniche di intervento e strumenti di lavoro.Naturalmente, nonostante le tecniche di un intervento psicoterapeutico siano differenti in base al modello teorico di riferimento, è comune a tutti gli approcci l’utilizzo del colloquio, della parola, come forma principale di intervento.

Aree di intervento

Psicoterapia: quando può essere utile

  • Disturbi di ansia
  • Attacchi di panico
  • Depressione e disturbi dell’umore
  • Disturbi ossessivi
  • Fobie
  • Sostegno alla coppia
  • Sostegno alla genitorialità
  • Supporto alla maternità e al post-partum
  • Problematiche legate all’infertilità e alla sessualità
  • Disturbi del comportamento alimentare
  • Dipendenze

Modelli teorici di riferimento dei nostri psicoterapeuti

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La psicologia ha sviluppatoteorie e approcci terapeutici differenti per affrontare e superare il disagio e promuovere il benessere delle persone. Esistono nel panorama nazionale e internazionale differenti approcci psicoterapeutici e di conseguenza ogni psicoterapeuta possiede un modello teorico di riferimento attraverso il quale comprende il malessere della persona e struttura un percorso di psicoterapia. Molti studi hanno dimostrato la sostanziale equivalenza tra le diverse forme di psicoterapia, mentre sono fondamentali per una buona riuscita del percorso la qualità dellarelazione tra terapeuta e paziente, la professionalitàdello specialista e la motivazionedel paziente.

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Modello di psicoterapia cognitivo-comportamentale

Fondamento scientifico e obiettivi terapeutici

La psicoterapia cognitivo-comportamentale nasce dalla combinazione della terapia comportamentale (basata sull’apprendimento di nuove modalità di reazioni emotive) e la terapia cognitiva (fondata sull’individuazione degli schemi di interpretazione della realtà). La terapia cognitivo-comportamentale si propone quindi di riconoscere i pensieri disfunzionali al fine di sostituirli con idee più adeguate e adattive. Questo approccio è centrato sul “qui ed ora” e il ricordo del passato è utile per comprendere come si siano strutturati gli attuali problemi del paziente.

La CBT è basata sulla collaborazione tra paziente e terapeuta che sono entrambi attivamente coinvolti nell’identificare le modalità di pensiero che possono essere la causa del malessere del paziente. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è orientata ad uno scopo che viene stabilito insieme dal terapeuta e dal paziente concordando un piano di trattamento e monitorando nel tempo i progressi raggiunti. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è attualmente considerata a livello internazionale uno dei più affidabili ed efficaci modelli per la comprensione e il trattamento dei disturbi psicopatologici, assumendo il ruolo di trattamento d’elezione per i disturbi d’ansia, così come attestano recenti documenti diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Istituto Superiore della Sanità (ISS).

Modello ermeneutico-fenomenologico

Riacquistare un senso di continuità

La psicopatologia e la sofferenza psicologica vengono trattate nell’ambito di una modalità che tiene in considerazione l’esperienza del sé così come emerge nella storia dell’esistenza dell’individuo, in una visione della psicologia in prima persona. Nella prospettiva fenomenologica, il sé non è visto come entità isolata e immutabile nel corso della vita, ma come un fenomeno che si manifesta e varia continuamente aspetto, al variare delle circostanze, degli eventi e del contesto.

In questa visione, gli eventi che interrompono il fluire regolare di un’esistenza, le fratture, i punti di svolta che, nella vita di ognuno, determinano la perdita del fondamentale senso di continuità del proprio essere, provocano sofferenza e malessere. Durante la psicoterapia, il cliente è guidato a riappropriarsi delle proprie, uniche e differenti modalità con cui ha accesso all’esperienza e attraverso cui incontra il mondo e l’Altro, con la finalità di riacquistare un senso di continuità del sé, anche attraverso il cambiamento.

Da questo punto di vista, il cambiamento, la cura di sé, avvengono non attraverso un pensiero, un ragionamento, un ripiegamento riflessivo che ha come oggetto il proprio comportamento, piuttosto attraverso un riposizionamento esperienziale che determina via via il disvelarsi del sé.

EMDR

Eye Movement Desensitization and Reprocessing

Ad integrazione dell’approccio ermeneutico-fenomenologico, la psicoterapeuta è formata all’utilizzo dell’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari). Si tratta di un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, sopratutto allo stress traumatico. Basandosi sul modello dell’elaborazione attiva dell’informazione (AIP), l’elaborazione dell’esperienza traumatica che avviene con l’EMDR permette al paziente, attraverso la desensibilizzazione e la ristrutturazione cognitiva che avviene, di cambiare prospettiva, cambiando le valutazioni cognitive su di sè, incorporando emozioni adeguate alle situazioni ed eliminando le reazioni fisiche. Questo permette, in ultima istanza, di adottare comportamenti più adattivi. L’EMDR è oggi riconosciuto come metodo ‘evidence based’ per il trattamento dei disturbi post traumatici, approvato, tra gli altri, dall’American Psychological Association (1998-2002), dall’American Psychiatric Association (2004), dall’International Society for Traumatic Stress Studies (2010) e dal nostro Ministero della Salute nel 2003. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nell’agosto del 2013, ha riconosciuto l’EMDR come trattamento efficace per la cura del trauma e dei disturbi ad esso correlati.

Se desiderate ricevere ulteriori informazioni riguardo a temi specifici, contattarci o richiedere un appuntamento compilate il modulo presente all’interno della pagina Contatti.

Staff Area Psicoterapia

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Dott.ssa

Valeria Colavito

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Raffaele Ettrapini

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Neuropsichiatra Infantile e Psicoterapeuta

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