Disturbo della coordinazione motoria 2018-03-19T15:38:43+00:00

Disturbo della Coordinazione Motoria

Il Disturbo della Coordinazione Motoria (Developmental Coordination Disorder, DCD) si manifesta quando “l’acquisizione e l’esecuzione di abilità motorie coordinate è sostanzialmente inferiore rispetto a quanto atteso in base all’età cronologica dell’individuo e all’opportunità di apprendere e usare l’abilità. Le difficoltà si manifestano con goffaggine (ad esempio, urtare e far cadere gli oggetti) così come con lentezza e inaccuratezza nello svolgimento di abilità motorie (afferrare un oggetto, usare le forbici o il taglierino, scrivere, andare in bicicletta o partecipare ad un’attività sportiva).” (DSM-5, APA 2013 Criterio A).
Le difficoltà di coordinazione dovrebbero essere presenti sin dall’inizio dello sviluppo e non dipendono da deficit acquisiti, disabilità intellettiva, deficit sensoriali. La diagnosi viene fatta solo se questa compromissione interferisce in modo significativo e persistente con le attività della vita quotidiana come le autonomie personali, l’apprendimento scolastico, il tempo libero e l’attività sportiva. La prevalenza del disturbo è stimata intorno al 5-6% della popolazione infantile tra i 5 e gli 11 anni.

Indicatori clinici

Infanzia

  • Ritardo nel raggiungimento di tappe motorie fondamentali;
  • difficoltà nell’utilizzare forchetta e coltello;
  • difficoltà nel giocare a palla;
  • difficoltà nell’abbottonare i vestiti.

Età Scolare

  • Difficoltà con gli aspetti motori di attività ludiche (rotazione tessere puzzle, modellismo, giochi con la palla, scrivere, organizzazione);
  • difficoltà nei compiti che richiedono seriali e coordinazione.

Inizio Età Adulta

  • Difficoltà nell’apprendere compiti nuovi che coinvolgono abilità motorie complesse e automatiche (guidare, utilizzare strumenti);
  • incapacità a prendere appunti o scrivere velocemente.

Diagnosi

La diagnosi del Disturbo della Coordinazione Motoria può essere eseguita a partire dai 5 anni. Infatti, attorno ai 3-4 anni può verificarsi un rallentamento dello sviluppo motorio che però va incontro ad un recupero spontaneo. Per tale ragione la diagnosi deve essere fatta dai 5 anni in poi. Il bambino può essere sottoposto all’iter di valutazione anche prima dei 5 anni, ma la valutazione porterà o all’esclusione del disturbo oppure ad una presa in carico con trattamento riabilitativo precoce e monitoraggio per sospetto DCD.
L’iter diagnostico si basa su:
  • anamnesi: raccolta dati sulla storia personale del bambino (gravidanza, peso alla nascita, tappe di sviluppo evolutivo, percorso scolastico, eventuali problemi sensoriali); storia familiare (familiarità con il disturbo, condizioni mediche, fattori ambientali); storia della difficoltà nel bambino (aspetti di vita quotidiana, sociale, scolastica);
  • valutazione del bambino (valutazione del livello cognitivo, del livello neuromotorio, dello stato emotivo-comportamentale).

Prognosi

Il Disturbo della Coordinazione Motoria persiste anche nell’adolescenza e nell’età adulta con conseguenze che non riguardano solo il dominio motorio. Infatti, se durante l’infanzia questo disturbo comporta una minore abilità motoria e minori attività di gioco, con lo sviluppo la problematicità si estende conivolgendo le autonomie personali, gli apprendimenti scolastici e i rapporti con i coetanei. In conseguenza a tutto ciò ne risente l’immagine che la persona ha di sé e il suo benessere emotivo. Per tali ragioni il Disturbo della Coordinazione Motoria può portare a sintomatologia ansiosa/depressiva e un maggior rischio di obesità e malattie cardio-vascolari.

Trattamento

Sia la parte diagnostica che la fase di trattamento richiedono la presenza di un’equipe multidisciplinare per riuscire a focalizzarsi sugli aspetti prioritari per il bambino e la sua famiglia. Inoltre, ogni bambino richiede un trattamento altamente personalizzato con approcci diversificati all’interno dei quali vi è una progettazione condivisa tra i professionisti. Fondamentale, inoltre, è l’incontro con la scuola e le insegnanti allo scopo di far comprendere in maniera chiara e positiva quali sono le difficoltà e le esigenze del bambino. Solamente attraverso questo collegamento è possibile fornire indicazioni a insegnanti, genitori ed educatori per favorire un corretto sviluppo e il benessere psicofisico del bambino.

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