Dislessia 2018-03-20T10:29:39+00:00

Dislessia

Disturbo Specifico dell’Apprendimento a carico del processo di lettura

La dislessia in età evolutiva è definita come disturbo neuroevolutivo caratterizzato da una specifica difficoltà nell’acquisizione delle abilità di lettura in bambini con un normale livello intellettivo, tipica esperienza scolastica e di istruzione, e in assenza di alterazioni neurosensoriali tali da giustificare la significativa difficoltà nella decodifica (APA 1994).

Imparare a leggere

La lettura, ovvero la capacità di decifrare una serie di segni grafici in suoni e significati, risulta essere un processo cognitivo molto complesso in cui vengono coinvolte una serie di funzioni cognitive basilari e semplici come: percezione e attenzione visiva seriale e globale, percezione e attenzione uditiva, automatizzazione delle corrispondenze grafico-uditive, sintesi e memoria fonemica, automatizzazione e memoria di stringhe grafiche. Di conseguenza, per imparare a leggere è necessario avere sviluppato e raggiunto una buona consapevolezza esplicita degli elementi strutturali del linguaggio come le sillabe e i fonemi (i fonemi sono l’unità fonologica minima di un sistema linguistico, ossia l’unità minima che si percepisce), e aver appreso il loro legame con una serie di simboli visivi (grafemi).

Fasi di acquisizione del processo di Letto-scrittura (Uta Frith, 1985)

L’acquisizione della lettura si sviluppa attraverso 4 stadi, ognuno dei quali è caratterizzato da nuove procedure e dal consolidamento/automatizzazione delle competenze precedentemente acquisite. Gli stadi sono:

Stadio Logografico

(Lettura parola come fosse un disegno)
Coincide con l’età prescolare in cui il bambino solitamente riconosce e legge alcune parole in modo globale, poiché tali parole contengono elementi che il bimbo ha imparato a riconoscere. Quindi il bambino compie associazioni tra configurazioni visive e significati specifici, senza avere consapevolezza fonologica della parola letta.

Stadio Alfabetico

(Lettura lettera per lettera)
Con l’inizio della scuola primaria il bambino impara che esiste una relazione tra la forma verbale e quella scritta delle parole. Quindi si attiva in questo stadio il meccanismo di conversione grafema-fonema. Questa meccanismo ci consente di leggere le parole regolari sia familiari che nuove, naturalmente utilizzando la via fonologica che coinvolge i meccanismi di conversione (sistema sublessicale) può capitare di commettere errori di accento nella lettura di parole nuove.

Stadio Ortografico

(Lettura come processi di analisi per unità ortografiche)
È uno stadio che va a migliorare e snellire la fase di lettura alfabetica. Quindi il bambino anziché cogliere e applicare una conversione per ciascun grafema, impara a segmentare le parole in unità più grandi rispetto alle singole lettere. Quindi la lettura diventa più fluida e scorrevole.

Stadio Lessicale

(Lettura della parola come unità dotata di significato)
Il bambino ha ormai imparato ad allargare il suo focus attentivo della lettura ed è in grado di riconoscere direttamente la parola attivando anche il sistema semantico, ossia l’accesso al significato di quella parola.
Naturalmente, quando si parla di dislessia possiamo avere quadri di gravità diversi così come anche aspetti implicati nel processo di lettura, da quelli di transcodifica fonologica a quelli legati alla rappresentazione lessicale-ortografica. Inoltre, presenta un pattern di espressività che si modifica nel tempo. La dislessia come manifestarsi come DSA specifico oppure essere associata anche ad uno o più degli altri DSA (disgrafia, discalculia, disortografia).
È importante ricordare che la tempestività dell’inquadramento diagnostico e soprattutto della presa in carico in termini di potenziamento è fondamentale non solo per il processo di lettura in sé, ma per lo sviluppo globale del bambino in termini anche di autostima e senso di autoefficacia.
La nostra équipe si occupa sia della fase diagnostica sia della presa in carico abilitativa utilizzando tecniche e metodi di lavoro ad alta efficacia clinica e in costante aggiornamento. Inoltre, la tipologia di intervento proposta alla famiglia viene individuata sulla base di un’accurata valutazione neuropsicologica oltre che degli apprendimenti in modo tale da andare a stimolare i processi cognitivi che risultano poco efficaci.

Trattamento per la Dislessia

I trattamenti proposti dal centro CMP-San Michele sono:
  • Trattamento sublessicale e lessicale con utilizzo del tachistiscopio;

  • Trattamento metafonologico;

  • Trattamento Balance-Model con utilizzo del programma Tachidino (Lorusso e Molteni 2016);

  • Trattamento visuo-percettivo e oculo-motorio.

In ogni tipologia di trattamento si inserisce anche un training neuropsicologico al fine di potenziare i processi cognitivi carenti nel bambino e alla base dei processi di lettura. I trattamenti proposti vengono eseguiti da specialisti con qualifiche differenti sulla base della natura del training che si reputa maggiormente efficace per quel bambino.

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