Dieta 2018-05-02T13:52:52+00:00

Dieta

La vita frenetica di tutti i giorni ci spinge a fare spesso delle scelte alimentari errate che, se protratte nel tempo, possono influire negativamente sulla nostra salute. Gran parte della popolazione mondiale oggi è affetta da sindrome metabolica termine con cui si fa riferimento ad una serie di fattori (dislipidemia, obesità viscerale, ipertensione, insulino resistenza) che possono aumentare la possibilità di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete, ed altre ancora ad oggi purtroppo molto diffuse. Si ricorre quindi a delle diete fai da te, a volte molto restrittive, per cercare di rimediare.

Ma dieta non vuol dire restrizione calorica. La parola dieta deriva dal greco “dìaita” e vuol dire stile di vita. Per vivere bene infatti occore fare una sana ed equilibrata alimentazione ed una costante attività fisica. Il cambiamento deve, quindi, essere il primo obiettivo di un percorso dietetico che richiede impegno, costanza e determinazione.

Perchè, dunque, seguire delle diete molto restrittive e poco appaganti per ottenere un calo di peso notevole e repentino ma poco duraturo nel tempo? Nessun alimento deve essere escluso dalla dieta, tutti gli alimenti devono però essere freschi, distribuiti in maniera equilibrata nell’arco della giornata e associati tra loro in modo adeguato. La Dieta Mediterranea resta il modello corretto da seguire in quanto consente di contrastare l’insorgenza di molte malattie e di alcuni tumori. E’ per questo che è stata inserita nel 2010 nella lista dei patrimoni dell’UNESCO.

A chi rivolgersi per cambiare il proprio “stile di vita”?

Il Biologo Nutrizionista è la figura a cui poter rivolgersi se si desidera cambiare le proprie abitudini alimentari. Un percorso dietetico prevede una prima visita e dei controlli successivi fino al raggiungimento dell’obiettivo e poi una fase di mantenimento.

La prima visita consta di tre fasi e ha la durata di circa 45 minuti.

Prima fase

Prima visita – Area Nutrizione

Nella prima fase viene chiesto al paziente se è affetto da patologie quali diabete, ipertensione, ipotiroidismo ed altro e vengono visualizzati eventuali referti medici, compreso il referto delle analisi del sangue in cui è possibile visualizzare l’emocromo, i valori di colesterolo, totale e frazionato, e glicemia. Segue l’anamnesi che consiste nella raccolta e nell’attenta analisi dei disturbi che il paziente riferisce. Infine vengono valutate attentamente le abitudini alimentari e, quindi, in che modo il paziente riesce ad organizzare i suoi pasti nell’arco della giornata.

Seconda fase

Prima visita – Area Nutrizione

Nella seconda fase viene effettuata la bioimpedenza. Lo strumento utilizzato è la BIA che sfrutta il principio della bioimpedenziometria, metodo preciso per valutare la composizione corporea. Lo strumento presenta quattro elettrodi, due alla base e due su un manubrio che viene impugnato dal paziente nel momento in cui sale sulla bilancia. In questo modo si crea un circuito attraverso cui passa una lieve corrente elettrica che attraversa l’intero corpo umano.

Maggiore è la presenza di massa grassa nel corpo, maggiore sarà la resistenza che la corrente incontrerà. La bilancia, quindi, a fine misurazione, fornisce dei dati che riguardano il peso, il BMI, la percentuale di massa grassa, la percentuale di massa magra, un indice di grasso viscerale. Questi dati vengono raccolti, valutati dal nutrizionista e comunicati al paziente. Per completare la valutazione corporea, viene eseguita la misurazione antropometrica cioè la misurazione del giro vita (inferiore a 80cm per le donne e a 94cm per gli uomini) e del polso per la valutazione della costituzione ossea.

Terza fase

Prima visita – Area Nutrizione

Nella terza fase si elabora uno schema alimentare tenendo in considerazione tutti i dati raccolti nelle prime due fasi.

Lo schema aiuta il paziente non solo a raggiungere il peso obiettivo, che viene fissato nel corso della consulenza, ma anche a cambiare le cattive abitudini alimentari in modo da migliorare le sue condizioni di salute, qualora fosse affetto da particolari patologie. Cambiare abitudini alimentari, inoltre, consente di mantenere nel tempo il nuovo peso raggiunto.

Controlli successivi

I controlli successivi servono a valutare l’andamento del percorso dietetico. La consulenza dura circa 30 minuti e hanno cadenza mensile. Durante il controllo, vengono effettuate sia la bioimpedenza sia la valutazione antropometrica. I dati ottenuti vengono quindi comparati con i dati della visita precedente. Dal confronto dei dati è possibile capire se il percorso dietetico sta procedendo bene o no. Nel caso in cui i dati non sono quelli attesi, il nutrizionista pone delle domande al paziente per capire se ha seguito correttamente le indicazioni date oppure se occorre rivalutare lo schema nutrizionale.

Fase di mantenimento

Il percorso può essere più o meno lungo, a seconda di quanto peso occorre perdere. Raggiunto il peso obiettivo si entra nella fase di mantenimento. Durante questa fase, i controlli sono meno frequenti (ad esempio, uno ogni due/tre mesi) e sono mirati soprattutto a valutare il mantenimento nel tempo del peso raggiunto. Il nutrizionista, inoltre, cerca di capire se il paziente è riuscito a cambiare le proprie abitudini alimentari o è ancora incline a sgarrare. L’obiettivo sarà raggiunto quando il paziente riuscirà a mantenere il peso per almeno un anno e avrà cambiato il suo stile di vita facendo una corretta alimentazione e della sana attività fisica.

Staff Area Nutrizione

Dott.ssa Paola Di Raffaele
Dott.ssa Paola Di RaffaeleBiologa Nutrizionista
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