Cervicalgia 2018-04-03T17:27:08+00:00

Cos’è la cervicalgia?

Il neck pain, o cervicalgia, è un dolore che origina a livello della zona anatomica del collo. Solitamente il dolore è percepito nella zona posteriore, ma può essere anche anteriore o in alcuni casi può essere riferito a regioni come il torace, spalla, braccio, scapola, cranio. Nel caso di quest’ultimo può dare sintomi associati quali cefalea, tintinnio, dizziness (senso di vertigine vago). Infatti, soprattutto se il dolore al collo è presente da molto tempo, è possibile che in associazione alla cervicalgia vi sia anche mal di testa e/o la sensazione di “giramenti di testa”.

La cervicalgia può essere acuta (meno di 6 settimane), subacuta (da 6 a 12 settimane), cronica (più di 12 settimane). In genere nella fase acuta il livello di irritabilità è più alto rispetto alla fase cronica.

Perché compare il dolore al collo?

Vediamo ora alcune tra le cause di cervicalgia:

  • patologie del disco intervertebrale come ernie o protrusioni (vedi pagina su mal di schiena – lombalgia);

  • fenomeni degenerativi: a carico delle strutture periarticolari (ossee e legamentose), in cui si ha una crescita o una fibrotizzazione di queste strutture, che provocano una riduzione dello spazio e conseguente compressione sulla radice nervosa o sulle strutture vicine, causando dolore;

  • traumi come il colpo di frusta: esso è definito come “meccanismo di accelerazione positiva o negativa (decelerazione) con trasferimento di energia sul rachide cervicale, che può essere scatenato da un impatto in direzione postero-anteriore o latero-laterale, prevalentemente in una collisione tra due veicoli, oppure essere il risultato di altri incidenti quali l’esecuzione di tuffi o ulteriori eventi avversi. L’impatto può andare a compromettere le strutture ossee o i tessuti molli, che danno luogo ad un insieme di sintomi e segni riconducibili alla categoria WAD, ossia disturbi associati alla lesione da colpo di frusta” 1. La traumatologia stradale rappresenta circa il 52-68% delle lesioni cervicali e alcuni studi fatti tra il 2012 e il 2016 stimano un’incidenza annuale media europea di 300 pazienti su 100000 abitanti. Si tratta quindi di una problematica frequente e spesso molto invalidante, che può durare da alcuni mesi fino anche un anno dopo il trauma;

  • lavoro, posture scorrette e altre cause aspecifiche: la cervicalgia colpisce anche chi non ha problematiche strutturali al rachide cervicale o non ha avuto traumi. La causa in questi casi è per lo più legata al mantenimento di posture scorrette, soprattutto in ambito lavorativo. I fattori di rischio legati al posto di lavoro infatti sono molteplici: scarso supporto sociale, alte richieste lavorative, stress e lavori ripetitivi o di precisione, scarsa possibilità di controllo sul proprio lavoro, posizione lavorativa sedentaria e posture scorrette al PC. Tra i lavoratori inoltre ci sono classi più a rischio di altre come i professionisti sanitari (dentisti, igienisti dentali, infermieri, medici), i “colletti bianchi” (lavoro impiegatizio) ed insegnanti di scuola.

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Come si cura la cervicalgia?

La cervicalgia, se di natura muscolo-scheletrica e non causata da altre patologie sistemiche, è una problematica assolutamente risolvibile. Rispetto ad altre problematiche però richiede maggiore attenzione, poiché da diversi studi emerge che circa il 33-65% delle persone in seguito a un episodio di cervicalgia non ottiene una completa risoluzione dei sintomi a un anno, e la percentuale sale al 50-85% a 5 anni. Infatti le cervicalgie nella fase acuta mostrano un decorso favorevole nelle prime 6-8 settimane ma in seguito a questo periodo tendono a stabilizzarsi non migliorando ulteriormente. Perché accade questo? Spesso perché la persona con dolore al collo non sa bene come fare per gestire il problema.

L’uso comune infatti è quello di assumere farmaci o utilizzare rimedi “fai da te” per alleviare la sintomatologia nelle prime settimane, ma poi non si fa nulla per rimuovere completamente il problema, convivendo con la sensazione di “fastidio” al collo. I farmaci infatti vanno bene per la fase acuta, anche per sopportare meglio il dolore senza dover rinunciare ad andare al lavoro o fare le attività di vita quotidiana, ma non tolgono la causa del problema. La cosa migliore da fare in questo caso è affidarsi ad un Fisioterapista. Con la fisioterapia infatti non solo è possibile ridurre la sintomatologia, talvolta senza nemmeno il bisogno di assumere farmaci, ma è possibile andare a sradicare il problema alla base, togliendone la causa in modo che anche in futuro non vi siano recidive. Il paziente infatti avrà modo di conoscere i meccanismi alla base del suo dolore, come fare per gestirlo al meglio e quali sono le cose da fare e da non fare come cura e prevenzione del problema.

Bibliografia

1. Spitzer WO, et al. Scientific monograph of the Quebec task force on whiplash-associated disorders: redefining ‘‘Whiplash’’ and its management. Spine 1995;8S:1S–73S.

Staff Area Fisioterapia

Dott.ssa Federica Ciolan
Dott.ssa Federica CiolanFisioterapista

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