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Valutazione indicatori precoci DSA

I prerequisiti scolastici

Al fine di identificare precocemente i bambini con potenziali difficoltà di apprendimento sono state messe a punto molteplici batterie testistiche dedicate a bambini di 4-5 anni al fine di valutare i prerequisiti scolastici. L’obiettivo dello screening è quello di individuare i bambini a rischio già negli ultimi anni della scuola dell’infanzia in modo tale da attuare dei percorsi abilitativi precoci che come indicato dalla letteratura risultano essere i più efficaci.

Cosa si intende per prerequisiti scolastici? I prerequisiti scolastici per la letto-scrittura. Tretti, Terreni e coll. (2002) indicano come prerequisiti di base per la letto-scrittura le seguenti capacità:

  • Discriminazione visiva cioè la capacità di riconoscere i grafemi da altri segni grafici e di differenziarli tra loro.
  • Discriminazione uditiva, capacità di distinguere i suoni linguistici e di riconoscere i singoli fonemi della lingua madre.
  • Memoria fonologica a breve termine, importante sia nella lettura che nella scrittura in quanto, nel primo caso permette di mantenere i singoli fonemi ottenuti con la conversione grafema-fonema e poterli fondere per produrre la parola; nel secondo caso permette di ricordare i singoli fonemi e la corretta sequenza fonologica per poterli convertire in grafemi.
  • Le abilità metafonologiche o consapevolezza fonologica, rappresentano la capacità di riconoscere ed elaborare le caratteristiche fonologiche delle parole tralasciando quelle semantiche (a carico del significato).
  • La coordinazione oculo-manuale, ossia la capacità di coordinare la percezione visiva con l’esecuzione di movimenti delle mani e delle dita.
  • La denominazione rapida automatizzata (RAN), è la capacità di denominare in modo rapido una sequenza ripetuta casualmente di lettere, numeri, oggetti o colori.
  • L’elaborazione semantica di anticipazione, capacità di effettuare inferenze sulla natura del materiale che segue in base al contesto precedente.
  • La conoscenza alfabetica, cioè la formazione delle prime corrispondenze tra i simboli grafici (lettere) e il loro valore fonologico(Savelli, Franceschini, Fioravanti; 2013).

Cosa si intende per prerequisiti scolastici?

I prerequisiti scolastici per la competenza numerica e l’abilità di calcolo

Per quanto riguarda il calcolo, sono da considerare come prerequisiti:

  • conoscenza dei numeri in ordine, i bambini solitamente imparano presto la sequenza numerica a livello verbale attraverso l’uso di canzoni e filastrocche;
  • associazione tra simbolo grafico e etichetta verbale (nome del numero), che rappresenta la capacità di denominare e riconoscere i numeri corrispondenti tra il canale uditivo e la corrispondente forma grafica;
  • corrispondenza biunivoca numero-oggetti contati, il bambino impara così ad associare la numerazione al conteggio. Tale capacità si osserva quando il bambino conta ad alta voce indicando ogni elemento;
  • conoscenza della numerosità, l’abilità di riferire la quantità di oggetti presenti nell’insieme riportando l’ultimo numero pronunciato;
  • la capacità di confrontare insiemi con numerosità diversa (come accade quando si deve dire quale tra due insiemi contiene più elementi). Inizialmente è probabile che l’informazione su cui si basa il bambino siano il tempo impiegato per contare, le dimensioni degli insiemi. Successivamente, diventa cruciale la capacità di confrontare gli elementi di due insiemi attraverso un controllo biunivoco (accoppiando ciascun elemento del primo insieme con uno del secondo),
  • la capacità di confrontare numeri diversi, il saper riconoscere la quantità associata a ciascun numero.

Tempi di maturazione dei prerequisiti

I prerequisiti come punto di partenza per gli apprendimenti

Tra i 5 e i 7anni i prerequisiti tendono a stabilizzarsi per lasciare spazio allo sviluppo completo delle abilità strumentali. In questa età è importante effettuare una valutazione laddove si osservino difficoltà poiché, se da un lato è prematuro fare diagnosi, dall’altro è importante individuare le difficoltà per indirizzare eventuali percorsi di potenziamento e recupero. Il potenziamento, infatti, si riferisce a specifiche attività volte a favorire lo sviluppo normale di un’abilità e può essere realizzato durante le normali attività scolastiche in classe dagli insegnanti, o, nei casi più gravi, da professionisti clinico attività dopo scuola.

Anche nel documento del Miur “Linee guida per la predisposizione di protocolli regionali per l’individuazione precoce dei casi sospetti di DSA” si legge “[…] La rilevazione delle situazioni di rischio è indispensabile per avviare immediatamente un percorso didattico mirato a piccoli gruppi o ai singoli bambini, al termine del quale, in assenza di risultati significativi sarà opportuno procedere ad una consultazione diagnostica”. Laddove, infatti, le difficoltà permangono, diventa fondamentale avviare un percorso diagnostico e, probabilmente, riabilitativo. Questi momenti, invece, dovranno essere gestiti da specialisti e da operatori specializzati (neuropsicologi, psicologi, neuropsichiatri infantili, neuropsicomotricisti, logopedisti, ecc…). Attuare un percorso di tale natura, garantirebbe agli alunni un’esperienza di apprendimento serena e significativa e una probabilità più bassa di sviluppare un disagio psicologico.

Il ruolo chiave dei prerequisiti scolastici

Aiutare i bambini a sviluppare un atteggiamento positivo verso la scuola

Il possesso di questi prerequisiti mette il bambino all’inizio della scolarizzazione in condizioni di apprendere con successo le strumentalità di base, di avere un approccio costruttivo e gratificante con la scuola e quindi di sviluppare un atteggiamento positivo nei confronti dello studio lungo tutta la sua carriera scolastica.

Tuttavia non tutti i bambini iscritti alla prima classe della scuola primaria hanno raggiunto il livello di sviluppo necessario ad un efficace adattamento alle nuove richieste imposte dall’ambiente scolastico. L’insuccesso a questo livello scolastico è preoccupante, in quanto spesso porta con sé stati di demotivazione, di disadattamento e di emarginazione; inoltre compromette gli apprendimenti successivi, ampliando in tal modo la disparità di livello tra gli alunni.

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