Bisogni Educativi Speciali 2018-03-19T19:59:08+00:00

Bisogni Educativi Speciali (BES)

DSA e i Bisogni Educativi Speciali

Rete fra scuola – famiglia – centro CMP San Michele

Secondo la Direttiva del MIUR del 27/12/2012 “è sempre più urgente adottare una didattica che sia denominatore comune per tutti gli alunni e che non lasci indietro nessuno: una didattica inclusiva più che una didattica speciale”.
Sulla base di questa posizione le scuole possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune per favorire percorsi personalizzati adatti alle capacità di ciascuno. Infatti, “le finalità della scuola devono essere definite a partire dalla persona che apprende (…) le strategie didattiche devono sempre tener conto della singolarità e della complessità di ogni persona, delle sue capacità, delle sue fragilità nelle diverse fasi di sviluppo” (Indicazioni nazionali per il curricolo, 2012).
Per tali ragioni nasce il PDP, ovvero il Piano Didattico Personalizzato: un documento nel quale viene scritto quanto rilevato e inseriti i comportamenti della scuola nei confronti di quello specifico alunno con le sue difficoltà e le sue potenzialità. La redazione del documento prevede una fase preparatoria di dialogo tra insegnanti, famiglia e clinici.

Servizi CMP-San Michele per famiglia e scuola

Piano Didattico Personalizzato (PDP)

Sulla base di questo, il centro CMP-San Michele supporta le famiglie e le scuole nella stesura di questo documento al fine di evitare che venga banalizzato, ma che sia un autentico ed unico strumento di aiuto per la scuola utile a sostenere e supportare lo studente.
Secondo le “Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento” allegate al Decreto 5669/2011 indicano che il PDP “…dovrà contenere almeno le seguenti voci, articolato per le discipline coinvolte dal disturbo: dati anagrafici del bambino; tipologia del disturbo; attività didattiche individualizzate; attività didattiche personalizzate; strumenti compensativi utilizzati; misure dispensative adottate; forme di verifica e valutazione personalizzate”.
Per ciascuna materia o ambito di studi vanno individuati gli obiettivi e i contenuti fondamentali che l’allievo deve acquisire nell’anno scolastico. Vanno precisate le strategie metodologico-didattiche a lui più adatte, cioè che tengano conto dei suoi tempi di elaborazione, di produzione, di comprensione delle consegne. Inoltre, il volume delle attività di studio deve essere compatibile con le sue specifiche possibilità, capacità e potenzialità. Quindi saranno indicati anche la giusta quantità di compiti e di richieste in fase di verifica e l’uso di mediatori didattici che possono facilitargli l’apprendimento come immagini, schemi, mappe e altro ancora.
Anche le modalità di verifica devono essere redatte nel documento inserendo ad esempio: tempi più lunghi per le prove scritte; testo della verifica scritta fornito in formato digitale; riduzione o selezione della quantità di esercizi delle verifiche scritte; interrogazioni programmate con l’utilizzo se necessario di immagini, mappe; recupero di prove orali per compensare le prove scritte. Inoltre, vanno inseriti nel documento anche i criteri di valutazione come ad esempio la non valutazione degli errori ortografici e l’attenzione relativa più ai contenuti che alla forma.

D.P.R. n. 122 del 22 giugno 2009

Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalità applicative in materia, ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169 (Gazzetta Ufficiale n. 191 del 19-8-2009)

Articolo 10 – Valutazione degli alunni con difficoltà specifica di apprendimento (DSA)

  • Per gli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento (DSA) adeguatamente certificate, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, devono tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell’attività didattica e delle prove di esame, sono adottati, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, gli strumenti metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei.
  • Nel diploma finale rilasciato al termine degli esami non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della differenziazione delle prove.

DSA e BES: Strumenti compensativi

Strumenti Compensativi – Centro CMP San Michele

Essendo che ogni alunno è diverso dagli altri, così anche gli strumenti compensativi vanno selezionati e individuati sulla base dei punti di forza e di debolezza personali. In ogni caso, le “Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento” allegate al Decreto 5669/2011 specificano che “Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria”. All’interno dello stesso documento viene proposto un elenco con gli strumenti compensativi più utilizzati
  • Sintesi vocale, audiolibri e testi scolastici con CD-ROM permettono di trasformare un compito di lettura in un compito di ascolto (richiede una buona attenzione sostenuta a livello uditivo);
  • Registratore, consente all’alunno di non prendere appunti che potrebbero non agevolarlo nell’apprendimento in classe ma distrarlo richiede una buona attenzione sostenuta a livello uditivo);
  • Tablet e computer con programmi di video-scrittura con correttore ortografico, permettono allo studente di non disperdere troppe risorse cognitive nell’aspetto ortografico che non si è automatizzato concentrandosi più sul contenuto che sulla forma (richiede una buona velocità di scrittura a video);
  • Schede per le forme verbali, analisi grammaticale, logica e del periodo aiutano l’alunno a comprendere e svolgere in maniera organizzata i processi di analisi del testo dal punto di vista sintattico (richiede buone competenze visuo-spaziali);
  • Calcolatrice, agevola gli alunni con difficoltà nell’esecuzione di calcoli (richiede comunque di aver compreso il problema e aver sviluppato buone capacità di problem solving;
  • Tabelle, formulari e mappe concettuali, forniscono un aiuto dal punto di vista degli aspetti di pianificazione e organizzazione dell’apprendimento e dell’esposizione (richiede buone competenze visuo-spaziali);
  • Strutturazione dei problemi per fasi;
  • Lettura da parte dell’insegnante dei compiti in classe scritti;
  • Tavola pitagorica e tabelle delle misure e delle formule geometriche;

DSA e BES: Misure dispensative

Misure dispensative – Centro CMP San Michele

Le “Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento” allegate al Decreto 5669/2011 indicano che “Le misure dispensati sono invece interventi che consentono all’alunno o allo studente di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento. Per esempio, non è utile far leggere a un alunno con Dislessia un lungo brano, in quanto l’esercizio, per via del disturbo, non migliora la sua prestazione nella lettura. (…) L’adozione delle misure dispensative, dovrà essere sempre valutata sulla base dell’effettiva incidenza del disturbo sulle prestazioni richieste, in modo tale da non differenziare, in ordine agli obiettivi, il percorso di apprendimento dell’alunno o dello studente in questione”.
Alcune misure dispensative utilizzate sono, ad esempio, di non richiedere:
  • lettura ad alta voce;

  • scrittura veloce sotto dettatura o prendere appunti;

  • utilizzo del vocabolario cartaceo;

  • studio a memoria delle forme verbali;

  • scrittura in corsivo.

Altresì di:
  • evitare le correzioni ortografiche;

  • assegnare tempi maggiori per le prove scritte;

  • usufruire delle interrogazioni programmate e comunicare le verifiche per tempo;

  • evitare più di una verifica o più di una interrogazione nella stessa giornata;
  • assegnare compiti a casa in misura ridotta;
  • favorire l’apprendimento della lingua straniera in forma orale.
Si sottolinea che le misure compensative e dispensative proposte sono sempre da valutare caso per caso sulla base della diagnosi clinica e delle risorse cognitive dello studente.

 

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