Autismo 2018-03-19T18:02:07+00:00

Autismo

Disturbo dello spettro autistico

L’Autismo, con l’insieme dei disturbi dello spettro autistico, è inquadrato come un disturbo del neurosviluppo con esordio nei primi tre anni di vita, che altera i normali processi evolutivi e di sviluppo cognitivo.
Il disturbo dello spettro autistico è caratterizzato da deficit persistenti della comunicazione sociale e dell’interazione sociale in molteplici contesti, compresi deficit della reciprocità sociale, della comunicazione non verbale utilizzata per i rapporti sociali, e delle abilità di sviluppare, mantenere e comprendere le relazioni interpersonali. In aggiunta ai deficit della comunicazione sociale, l’autismo richiede anche la presenza di comportamenti, interessi o attività limitati e ripetitivi.
L’Autismo è una sindrome “permanente”, ma che evolve secondo una successione di stadi evolutivi accompagnando il soggetto nel corso della sua vita. Le manifestazioni del disturbo variano, quindi, in base al livello di gravità della condizione autistica, al livello di sviluppo e all’età cronologica: da qui il termine spettro autistico.

Autismo: deficit nella comunicazione e nell’interazione sociale

Area sociale nell’autismo

I deficit della capacità di relazionarsi con gli altri e di condividere pensieri e sentimenti sono molto evidenti nei bambini con autismo, che possono mostrare scarsa o nessuna capacità di avviare interazioni sociali o nessuna condivisione di emozioni, associate a una ridotta o assente capacità di imitazione. Se vi è il linguaggio, spesso è unilaterale e utilizzato per richiedere o etichettare qualcosa ma non per condividere sentimenti o per il puro scopo di chiacchierare.
I deficit dei comportamenti comunicativi non verbali utilizzati per le interazioni sociali sono manifestati da assenza, riduzione o utilizzo atipico del contatto visivo, dei gesti, delle espressioni facciali, dell’orientamento del corpo e dell’intonazione del discorso (prosodia). Una caratteristica precoce dei bambini autistici è una compromissione dell’attenzione congiunta. Tale difficoltà si emerge dalla scarsa capacità di indicare, di mostrare oggetti per condividerli, di seguire ciò che viene indicato.

Autismo: comportamenti, interessi, attività limitati e ripetitivi

Area comportamentale nell’autismo

I comportamenti stereotipati e ripetitivi comprendono atti motori (battere le mani, schioccare le dita), utilizzo ripetitivo di oggetti (mettere in fila i giocattoli, ruotare le monete) ed eloquio ripetitivo (ecolalia, ripetizione di parole ascoltate, uso afinalistico di parole o frasi).
Alcuni di questi comportamenti possono essere collegati con iper- o imo-reattività verso stimoli sensoriali che si manifesta attraverso reazioni estreme a particolari suoni o consistenze tattili, una tendenza eccessiva ad annusare o toccare oggetti, l’essere affascinati da luci o oggetti in movimento, e a volte apparente insensibilità al dolore, al caldo o al freddo. Reazioni estreme o rituali riguardanti gusto, olfatto, consistenza/aspetto del cibo o eccessive restrizioni alimentari sono comuni nei soggetti autistici e rappresentano caratteristiche di manifestazione del disturbo.

Autismo: ulteriori caratteristiche associate

Caratteristiche associate a supporto della diagnosi di autismo

Qui di seguito un elenco di compromissioni che possono essere presenti nei soggetti con disturbo dello spettro autistico:
  • Ritardo intellettivo;

  • Disturbo del linguaggio;

  • Deficit motori (goffaggine, andatura stravagante, camminare sulle punte, lentezza);

  • Comportamenti di autolesionismo (colpirsi la testa, mordersi i polsi);

  • Predisposizione per ansia e depressione.

Livelli di gravità nell’autismo

DSM-5 e i livelli di gravità del disturbo dello spettro autistico

Come già anticipato, all’interno dell’Autismo si ritrovano quadri clinici che si differenziano per l’età di esordio, la presenza e gravità di sintomi, il coinvolgimento di aree diverse, evoluzione e prognosi:

LIVELLO 3

È necessario un supporto molto significativo
Gravi deficit delle abilità di comunicazione sociale verbale e non verbale causano gravi compromissioni del funzionamento, avvio molto limitato delle interazioni sociali e reazioni minime alle aperture sociali da parte di altri.
Esempio:
Persona con un eloquio caratterizzato da poche parole comprensibili, che raramente avvia interazioni sociali e, quando lo fa, mette in atto approcci insoliti solo per soddisfare esigenze e risponde solo ad approcci sociali molto diretti.
Inflessibilità di comportamento, estrema difficoltà nell’affrontare il cambiamento, o altri comportamenti ristretti/ripetitivi interferiscono in modo marcato con tutte le aree del funzionamento. Grande disagio/difficoltà nel modificare l’oggetto dell’attenzione o l’azione.

LIVELLO 2

È necessario un supporto significativo
Deficit marcati delle abilità di comunicazione sociale verbale e non verbale; compromissioni sociali visibili anche in presenza di supporto; avvio limitato delle interazioni sociali; reazioni ridotte o anomale alle aperture sociali da parte di altri.
Esempio:
Persona che parla usando frasi semplici, la cui interazione è limitata a interessi ristretti i particolari e che presenta una comunicazione non verbale decisamente strana.
Inflessibilità di comportamento, difficoltà nell’affrontare i cambiamenti o altri comportamenti ristretti/ripetitivi sono sufficientemente frequenti da essere evidenti a un osservatore casuale e interferiscono con il funzionamento in diversi contesti. Disagio/difficoltà nel modificare l’oggetto dell’attenzione o l’azione.

LIVELLO 1

È necessario un supporto
In assenza di supporto, i deficit della comunicazione sociale causano notevoli compromissioni. Difficoltà ad avviare le interazioni sociali, e chiari esempi di risposte atipiche o infruttuose alle aperture sociali da parte di altri. L’individuo può mostrare un interesse ridotto per le interazioni sociali.
Esempio:
Persona che è in grado di formulare frasi complete e si impegna nella comunicazione, ma nella conversazione bidirezionale con gli altri, e i cui tentativi di fare amicizia sono strani e in genere senza successo.
L’inflessibilità di comportamento causa interferenze significative con il funzionamento in uno o più contesti. Difficoltà nel passare da un’attività all’altra. I problemi nell’organizzazione e nella pianificazione ostacolano l’indipendenza.
DSM-5 Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (American Psychiatric Association)

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